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"TIME WARRIORS"

Articolo pubblicato il 03 Aprile 2002 in Archivio

Partiamo alle 6:30, ed é già tutto un programma… Siamo io (Giulio), Marco O. e Alessandro. Un sonno incredibile dopo essere andati a dormire tardissimo. C’è chi come Alessandro non ha dormito affatto, dopo una notte passata a lavorare in discoteca si è trovato all’appuntamento fresco come una rosa… Talmente fresco che si è addormentato ad Ascoli e si è svegliato tre ore dopo a Palestrina…
Ci mettiamo in marcia salutando altri amici incontrati sul luogo dell’appuntamento che si stavano preparando per seguire l’Ascoli in trasferta a Taranto. Dal grado di gonfiore dei loro occhi sembra che non stiano molto meglio di noi… In bocca al lupo anche a loro. (Per la cronaca Ascoli-Taranto 1-1).
Mi accingo alla guida della mia Multipla Bipower caricata a morte come fosse un carro bestiame, tre softgunner e tutto l’equipaggiamento… Mi aspetta un viaggio di tre ore circa e non sono nelle condizioni ottimali. Comunque finalmente partiamo. Dopo quindici metri in macchina Alessandro già dorme… Io e Marco ci teniamo compagnia durante il viaggio parlando del più e del meno. Arrivati a Teramo prendiamo la A24 per Roma, a Colledara usciamo per raggiungere gli amici di Grim Reapers di Montorio. Pochi saluti e si riparte alla volta di Roma.
Salendo verso il traforo del Gran Sasso iniziamo a vedere le prime avvisaglie di come saranno le condizioni climatiche di questa giornata, incontriamo neve sulla strada e d’un tratto inizia a nevicare, avete letto bene nevica… Ed oggi è il 24 di marzo, da tre giorni è iniziata la primavera.
Dopo varie vicissitudini stradali ed un paio di incroci sbagliati arriviamo al campo da gioco dei Diavoli Rossi dove Paolo Catalini, il presidente organizzatore, ci accoglie con le presentazioni di rito. Sono circa le 10 del mattino e finalmente siamo arrivati a Palestrina.
Il Gemini Team è arrivato a destinazione. Si, il nome che abbiamo scelto per la nostra squadra è appunto Gemini Team.
Ci apprestiamo a scendere dalle auto per prepararci ma… che succede. c*zz* che freddo… Ma dove siamo in Antartide? A me ed a Marco viene subito in mente il freddo patito a Bari al torneo Silent Options di novembre. Non abbiamo letteralmente il coraggio di scendere dalle auto per prepararci… Fa troppo freddo.
All’improvviso avviene l’incredibile. Dalle colline circostanti arriva una strana nuvola bianca… Cosa sarà mai? NEVE, era neve… Una bufera di neve… Una tormenta di neve… Nemmeno quest’inverno ne avevo vista tanta venire giù così. Dieci minuti che passiamo rintanati nelle auto pensando ai poveracci che stanno facendo il percorso prima di noi…
Finalmente smette di nevicare, il pallido sole torna a farsi vedere e noi troviamo il coraggio di scendere dalle auto ed iniziare a prepararci… Ore 12:30, pronti a muoversi. Tutti nel furgone pronti ad ascoltare il breafing degli organizzatori. Siamo gasati, l’adrenalina inizia ad entrare in circolo ed io comincio a sentire il peso della responsabilità di guidare una pattuglia formata da sette uomini che si affidano a me per quanto riguarda gli ordini e la navigazione. Per fortuna il peso del comando è suddiviso con Silvano che mi affianca nel prendere le decisioni.
Primo obiettivo, il centro di comando e trasmissioni. Arriviamo in prossimità ed iniziamo subito l’ingaggio. Molto fuoco di copertura ed avanzate veloci che sono però fermate dalla strenua resistenza di un cecchino, qualche esitazione di troppo provoca alcune perdite tra le quali io e Silvano… Il team si ritrova senza leader ed inizia a subire altre perdite. Attimo di smarrimento, alla fine Alessandro, Marco e Vincenzo riescono a coordinare un attacco violento e fulmineo che porta alla conquista dell’obiettivo.
Facciamo saltare il centro di comando e requisiamo informazioni utili al proseguimento della missione. Nello stesso punto prendiamo contatti con un partigiano che ha funzioni di arbitro e che ci accompagnerà per tutta la durata del torneo. Prossimo obiettivo un ponte dove transita una colonna di mezzi tedeschi, dobbiamo riconoscerli… Il compito è affidato a Josh (Pierluigi). Purtroppo la cosa è più difficile del previsto ma non ci perdiamo d’animo e proseguiamo.
Coordinate per il prossimo obiettivo, partenza per il laboratorio. Veniamo scoperti in fase di avvicinamento e la cosa si mette male… Prime perdite, Silvano parte come un indemoniato senza copertura, Marco ed Alessandro cercano di seguirlo per fornirgli fuoco di copertura ma vengono tutti falciati dalle raffiche di un cecchino… Rimane solo Vincenzo contro due difensori. Dal bosco arriva una raffica… Porc… Preso. Vincenzo ne ha beccato uno, grande… Dopo un paio di minuti il nostro amico di Motorio esce sconsolato dal bosco bestemmiando… Abbiamo perso l’obiettivo ad un passo dalla conquista. Peccato. Saluti di rito con i difensori e via verso il prossimo obiettivo. Il campo di prigionia dove recuperare il prof. E. Fermi.
In fondo ad una valle vediamo delle tende e una bandiera. Ci avviciniamo sfruttando un ruscello, a pochi metri dall’obiettivo ci scoprono e le sentinelle si dileguano, un attimo dopo si sente Josh, che era dietro, gridare “colpitooooo”… c*zz* abbiamo un cecchino alle spalle… Faccio avanzare gli altri ed io vado a caccia del rivale. Un movimento fra i cespugli, un rumore di passi ed ecco il cecchino nemico dritto dentro la mia ottica, raffica breve e mirata ed il pericolo è eliminato. Lo scontro continua, subiamo alcune perdite ma conquistiamo l’obiettivo… Peccato che i tedeschi avessero evacuato l’ostaggio, il prof. E. Fermi è ancora prigioniero.
Prossima destinazione il distaccamento tedesco dove hanno trasferito il prof. E. Fermi. Iniziamo una folle corsa in salita per individuare l’obiettivo, dalle coordinate risulta una direzione, il nostro partigiano invece ce ne indica una diametralmente opposta. Dopo una bella sgroppata su un terreno durissimo, arriviamo in prossimità di un obiettivo. Iniziamo l’avvicinamento ma dopo un’attenta osservazione vediamo che non si tratta dell’obiettivo che stavamo cercando. Avevamo sbagliato strada ed i “preziosi” suggerimenti del partigiano non ci avevano certo aiutato. Tentiamo una folle corsa contro il tempo per cercare di recuperare l’obiettivo mancato ma dopo una faticata immane, una sudata mostruosa e mille imprecazioni decidiamo che non è il caso di attardarci oltre col rischio di perdere anche l’obiettivo successivo…
Torniamo velocemente sui nostri passi e prendiamo posizione per attaccare il penultimo obiettivo, la rampa lanciamissili. Il team si divide in due gruppi, due scout proseguono lungo il sentiero che nonostante tutto offre un buon riparo e gli altri cinque elementi, fra cui io e Silvano, facciamo un aggiramento dal fianco più in alto. Ci avviciniamo con estrema cautela, faccio cenno alla pattuglia da cinque si fermarsi ed avanzo in solitaria strisciando, ho individuato un difensore e lui non si è accorto di me.
Continuo ad avvicinarmi strisciando, lo inquadro per bene, breve raffica e il cecchino a difesa è fuori… Mi giro verso gli altri, li faccio avanzare quando cominciano a spuntare uomini in mimetica da tutte le parti, due, quattro, sette… Ma quanti c*zz* sono a difesa di questo obiettivo… Dopo non poca confusione ci rendiamo conto che ci siamo accavallati con un’altra squadra sullo stesso obiettivo a causa del loro ritardo. Tutto da rifare, ci accordiamo con gli arbitri e torniamo indietro… Nonostante questo equivoco conquistiamo l’obiettivo molto velocemente e senza alcuna perdita.
Ultimo obiettivo, la macchina del tempo che ci permetterà il ritorno a casa.
Avvicinamento difficilissimo a causa del terreno, un basso bosco di arbusti dove un incendio ha spazzato ogni appiglio tattico, spoglio e brullo. Grossi sassi bianchi a terra che ci fanno risaltare come lucciole nella notte. Manovra di avvicinamento condotta in modo egregio. Ci dividiamo nuovamente e diamo inizio all’attacco da due postazioni differenti. Dopo qualche perdita, io il primo, conquistiamo anche questo obiettivo, inseriamo il codice nella macchina del tempo e al suono di una sirena finisce la nostra avventura a Roma.
Stanchi ma felici torniamo al furgone che ci riporterà alle macchine ed iniziano i commenti, siamo tutti molto euforici ma altrettanto stremati. Mentre ci cambiamo attendiamo il risultato che sappiamo non essere troppo favorevole. Verdetto: siamo decimi… su dieci squadre (è brutto dire ultimi). Io sono abbastanza deluso, speravo in qualcosa in più ma analizzando il tutto a mente fredda non poteva andare che così. Era la prima volta che i due club giocavano insieme come squadra, eravamo in sette e non in otto, eravamo in concorrenza con le più forti squadre del Lazio, tutto sommato non ci possiamo lamentare,anzi.
Verso le 18 siamo ripartiti, pallido sole al tramonto che illumina di un bel rosso la campagna intorno Roma. Mentre ci avviciniamo alla A24 Roma-L’Aquila-Teramo notiamo un addensarsi di nubi all’orizzonte. Man mano che avanziamo verso casa la situazione si fa sempre più nera, in tutti i sensi. Arrivati nei pressi de L’Aquila una bufera di neve come non se ne vedevano da anni, neve sulla strada, macchine ferme con i lampeggianti accesi, spazzaneve che cercavano di ripulire l’asfalto dalla neve. E pensare che avevo smontato le gomme termiche il mercoledì precedente… Situazione analoga prima dell’ingresso del traforo del Gran Sasso… Solo che stavolta anche la mia macchina cominciava a sbandare. Arrivati al traforo ci siamo tranquillizzati ed una volta usciti sul versante teramano il tempo si era leggermente calmato. Anche per questa volta ci è andata bene…
Piccola aggiunta. Dopo aver rifatto i conteggi i Diavoli Rossi, organizzatori del torneo, ci comunicano che non siamo arrivati ultimi ma bensì noni. E c’è una bella differenza, credetemi.

  1. DOMINGO

    03 Aprile 2002 alle ore 08:00

    a parte il freddo, credo sia stata una bella esperienaza ricca di tattiche e sparatorie (che a me piacciono tanto) peccato la scarsa presenza (me compreso) dei soci....
    beh stiamo ancora crescendo!!

    molto bene anche il piazzamento, visto che si giocava contro i club piu' forti d'italia...bravi ragazzi!!!

  2. silvano

    03 Aprile 2002 alle ore 08:00

    pensare che se avessimo preso quel maledetto laboratorio,adesso la classifica sarebbe stata molto ma molto diversa, comunque sono errori che abbiamo pagato caro,tanto caro di cui ne faremo tesoro per le prossime volte, che sia di ricordo anche per tutte le piccole cose di tutti i giorni, mai avventarsi stupidamente,ma ragionare,ciao a tutti gli Indians in special modo ringrazio Giulio per l'articolo fatto in modo egregio.

  3. Paolo "Bob" Catalini - Diavoli

    03 Aprile 2002 alle ore 08:00

    E' stato un vero piacere conoscere i ragazzi del Gemini Team, la loro onestà, serietà e simpatia. Sono un gruppo (anzi due) che avrei piacere di incontrare altre volte sul campo e fuori.
    Mi dispiace solo che non siete molto vicini per vederci più spesso.
    La giornata è stata pessima e le tormente di neve sono state due, non una solamente e questo ha sicuramente creato dei problemi a tutti.
    Un abbraccio a tutti ed un augurio di crescere al meglio come sicuramente gli Indians che ho conosciuto meritano.

    Paolo "Bob" Catalini - Presidente Diavoli Rossi SAC di Roma

  4. josh

    03 Aprile 2002 alle ore 08:00

    avete detto tutto voi :)

    cmq bella esperienza (la prima asd) ed alla prossima andrà meglio.

    muarfasd a tutti

  5. Ringhio

    03 Aprile 2002 alle ore 08:00

    .....peccato non essere stato con voi.....

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